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Spararono contro due vicini al clan a Noicattaro, quattro arresti

L'agguato il 3 marzo del 2021

Pubblicato da: redazione | Mar, 1 Aprile 2025 - 10:37
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Questa mattina, presso le case circondariali di Lecce e Vasto (CH), i Carabinieri della Compagnia di Triggiano hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di quattro soggetti, emessa dal Gip presso il Tribunale di Bari su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nella quale vengono riconosciuti gravi indizi di colpevolezza a carico di altrettanti indagati, ritenuti responsabili dei reati di ”tentato omicidio in concorso e porto abusivo di armi da sparo” con l’aggravante del metodo mafioso.

Secondo l’impostazione accusatoria, accolta dal Gip e fatta salva ogni necessaria valutazione nelle fasi successive del procedimento con il contributo della difesa, la sera del 3 marzo 2021, mentre le vittime del citato tentato omicidio – vicine al clan dei “Misceo” – si trovavano in piazza Umberto I a Noicattaro (BA), vennero attinte da 8 colpi d’arma da fuoco. In particolare, Luca Belfiore, 26enne originario del posto, al fianco e al gomito mentre Luciano Saponaro, 46enne anch’egli del luogo, venne colpito alla schiena.

I successivi approfondimenti, condotti mediante l’acquisizione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza, di testimonianze e le propalazioni di alcuni collaboratori di giustizia, hanno consentito di far luce sull’accaduto, identificando i presunti autori in tre soggetti, inseriti nella criminalità organizzata locale, in particolare nel clan “Annoscia”, con il capoclan quale quarto soggetto attivo in qualità di mandante del fatto di sangue. I motivi legati alla sparatoria sono da ricondurre a due fattispecie diverse, la prima legata all’occupazione abusiva di una casa popolare oggetto di contesa fra i due clan, che si è poi riverberata nella più lucrosa attività di spaccio di sostanze stupefacente, e nella contesa delle piazze di spaccio di Noicattaro.

L’ordinanza cautelare ha riconosciuto la metodologia mafiosa con cui gli indagati, avvalendosi della forza di intimidazione derivante dal vincolo associativo e della conseguente condizione di assoggettamento che ne deriva, hanno agito al fine di agevolare la consorteria criminale “Annoscia”, dedita al traffico di sostanze stupefacenti nella provincia del sud est del capoluogo pugliese.

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