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Puglia, diminuisce l’alga tossica: ancora zona rossa tra Molfetta e Santo Spirito

Pubblicato da: redazione | Ven, 14 Agosto 2020 - 09:49
alga-tossica

Molfetta, hotel Riva del Sole (Giovinazzo), Lido Lucciola (Santo Spirito). Sono questi tre le zone “rosse” in cui l’Arpa Puglia ha rilevato una forte concentrazione dell’alga tossica. Nella prima settimana di agosto quindi la situazione per la balneazione migliora, soprattutto sulla costa sud di Bari.

Arpa Puglia ha attivo il monitoraggio Ostreopsis per la stagione estiva, allo scopo di verificare, in alcuni tratti costieri destinati alla balneazione, la presenza quali-quantitativa della citata microalga, potenzialmente tossica.
Allo scopo, l’Agenzia controlla costantemente da giugno a settembre – con frequenza quindicinale (aumentata nel caso di fioritura conclamata) n° 20 siti, distribuiti sull’intero territorio regionale e rappresentativi della tipologia costiera potenzialmente interessata dalla presenza della specie.
Carta d’identità dell’alga tossica Ostreopsis ovata
  • Alga unicellulare del gruppo delle Dinoflagellate
  • Dimensioni comprese tra 30 e 60 micron (1 micron = millesimo di millimetro)
  • Vive solitamente su alghe pluricellulari (macroalghe) e su fondali rocciosi
  • Predilige acque calme, calde e bene illuminate
  • Specie tipica dei mari tropicali
  • Produce tossine
Com’è arrivata sulle coste pugliesi e come si è adattata
  • probabilmente introdotta accidentalmente in Mediterraneo per mezzo delle acque di zavorra delle navi
  • prime segnalazioni lungo le coste pugliesi a partire dall’anno 2000/2001
  • la popolazione si sviluppa abbondantemente durante i mesi estivi
  • fattori ambientali che facilitano la proliferazione: alte temperature, alta pressione atmosferica, condizioni di irraggiamento favorevoli, mare calmo per un periodo di tempo superiore a 10-15 giorni
Potenziali effetti sull’ambiente e sulla salute pubblica
  • nella specie è stata individuata una tossina (Palitossina simile)
  • si sono verificate morie e/o sofferenze di organismi marini (stelle di mare, ricci, granchi, molluschi cefalopodi, ecc.) in concomitanza di elevate concentrazioni di Ostreopsis nelle acque e sui fondali
  • si sono riscontrati casi di malessere transitorio nei bagnanti (riniti, faringiti, laringiti, bronchiti, febbre, dermatiti, congiuntiviti) in concomitanza di elevate concentrazioni di Ostreopsis nelle acque e sui fondali, e soprattutto dopo mareggiate (le mareggiate favoriscono la formazione di aerosol marino, che  può diffondere la tossina nell’aria)
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