Una lettrice, Maria Grazia Pani, ci scrive:
Ieri ero a Torre a mare, ridente paesino in provincia di Bari tanto amato anche dal grande Nino Rota che abitava in una casetta vicino al porto. Sono uscita per fare una passeggiata e ho portato con me il mio nipotino di due anni. Sono partita dal Parco Atlantide, zona di villette e residence, e mi sono diretta verso il porto. Tutto questo spingendo il passeggino. È stata un’impresa ardua.
In tutto il tratto si è costretti di continuo a scendere e salire da pezzetti di marciapiedi altissimi che si interrompono ogni metro circa. In pratica non vi è un marciapiede unico. Le barriere architettoniche presenti in questo lungo tratto di circa 2 Km sono numerose: i marciapiedi sono anche strettissimi e disseminati di pali della luce. E poi ci sono bidoni, passi carrabili senza scivoli e molto altro. Quindi in pratica si è costretti a lasciare il marciapiede, perché impossibile da percorrere, e a camminare in mezzo alla strada sempre molto trafficata, rischiando di essere investiti.
Ho incontrato altre mamme con passeggini e persone disabili o anziani su carrozzelle ed è stato davvero difficile trovare una soluzione per passare quando ci trovavamo uno di fronte all’altro in senso inverso. Il fatto è molto grave perché Torre a Mare da maggio a settembre è enormemente popolata e piena di turisti e di villeggianti, a cui bisognerebbe garantire dei servizi minimi, tra cui la possibilità di poter camminare e fare una passeggiata accessibile a tutti.
Il nostro sindaco Antonio De Caro vive a Torre a Mare, dovrebbe conoscere bene la situazione. Spero che si renda conto personalmente della situazione. E spero che con una certa urgenza possa progettare e realizzare un marciapiede privo di barriere architettoniche. Perché l’accoglienza e la civiltà passano, a volte, da un marciapiede.